giovedì 24 gennaio 2019

Resto al sud: nuove opportunità per under 46 e liberi professionisti

E’ ufficiale: la possibilità di fruire delle agevolazioni previste da Resto al Sud, l’incentivo del governo, gestito da Invitalia, per sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno, finora riservate solo agli under 36, viene estesa anche agli under 46 e ai liberi professionisti.

Con la legge di Bilancio 2019 si amplia la platea di destinatari delle agevolazioni di Resto al Sud, che offrono contributi per l’avvio di imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

I liberi professionisti che intendono accedere all’incentivo, nei dodici mesi che precedono la richiesta di agevolazione a Invitalia, non dovranno essere titolari di partita Iva per un’attività analoga a quella proposta per il finanziamento. Inoltre, dovranno mantenere la sede operativa nelle regioni del Mezzogiorno interessate.

A poter beneficiare delle agevolazioni potranno essere, ad esempio, i professionisti, ex dipendenti di uno studio, che vorranno aprirne uno proprio o chiunque voglia uscire da una situazione di precariato o lavoro irregolare. Più in generale si offre una possibilità a chi vuole investire sulle proprie competenze ma ha difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro.

Si ricorda che il finanziamento Resto al Sud copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in:
contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo
finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.

L’importo massimo del finanziamento erogabile è di 50mila euro per ciascun socio, fino ad un ammontare massimo complessivo di 200mila euro.

Le domande, corredate da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, vanno inviate a Invitalia, attraverso la piattaforma dedicata, accessibile dal sito invitalia.it.

L’Agenzia esamina i progetti in base all’ordine cronologico di arrivo e ne valuta la sostenibilità tecnico-economica, dando una prima risposta formale entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza.

E’ possibile seguire l’iter del progetto attraverso l’App dedicata Resto al Sud, totalmente gratuita.

Nel 2018 con Resto al Sud sono nate oltre 2.200 imprese nel Mezzogiorno e sono stati creati più di 8.200 posti di lavoro.

Bando Inail

Pubblicato il bando Isi 2018, con cui l’INAIL mette a disposizione delle imprese che vogliono investire in sicurezza quasi 370 milioni di euro di incentivi a fondo perduto. È l’importo più alto delle nove edizioni dell’iniziativa dell’Inail, che a partire dal 2010 ha stanziato complessivamente più di due miliardi di euro per contribuire alla realizzazione di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nel dettaglio:
Asse 1 (Isi Generalista): sono assegnati 182.308.344 euro, suddivisi in 180.308.344 euro per i progetti di investimento e due milioni per i progetti di adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.
Asse 2 (Isi Tematica): sono a disposizione 45 milioni di euro, destinati a sostenere la realizzazione di progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi.
Asse 3 (Isi Amianto): per progetti di bonifica da materiali contenenti amianto, lo stanziamento è pari a 97.417.862 euro,
Asse 4 (Isi Micro e Piccole Imprese): quest’anno riguarda le micro e piccole imprese operanti nei settori della pesca e del tessile, abbigliamento, pelle e calzature e sono disponibili 10 milioni.
Asse 5 (Isi Agricoltura): per progetti per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli, anche in questo bando sono pari a 35 milioni di euro, suddivisi in 30 milioni per la generalità delle imprese agricole e cinque milioni riservati ai giovani agricoltori under 40, organizzati anche in forma societaria.

CONSULTA IL BANDO ABRUZZO

Il contributo può coprire fino al 65% delle spese sostenute. Il contributo sarà erogato in conto capitale e può coprire fino al 65% delle spese sostenute per ogni progetto ammesso, sulla base dei parametri e degli importi minimi e massimi specificati dal bando per ciascun asse di finanziamento. Rispetto a un anno fa, la novità principale è rappresentata dall’introduzione del sub-asse di finanziamento da due milioni di euro dedicato specificatamente ai progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, con l’obiettivo di aumentare in modo significativo la diffusione di questi interventi di prevenzione.

La platea dei destinatari degli incentivi Inail comprende le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. È stata confermata, inoltre, la possibilità per gli enti del terzo settore, anche non iscritti al registro delle imprese ma censiti negli albi e registri nazionali, regionali e delle Province autonome, di accedere al secondo asse di finanziamento dedicato ai progetti di riduzione del rischio dovuto alla movimentazione dei carichi.

Le tappe della procedura. La presentazione delle domande di accesso agli incentivi avverrà, come per i bandi precedenti, in modalità telematica, attraverso una procedura “valutativa a sportello” articolata in tre fasi. A partire dal prossimo 11 aprile le aziende interessate avranno tempo fino alle ore 18 del 30 maggio 2019 per compilare e salvare la propria domanda nella sezione “Servizi online” del sito Inail. Seguirà l’inoltro della domanda online nei giorni e orari di apertura dello sportello informatico (il cosiddetto “click day”), che saranno pubblicati sul sito dell’Istituto a partire dal 6 giugno 2019. Le imprese collocate in posizione utile per accedere al contributo dovranno poi confermare la domanda inserita online, tramite l’invio della documentazione indicata nell’avviso pubblico per la specifica tipologia di progetto.

Informazioni e supporto qualificato all’utenza. Per ottenere informazioni e assistenza è possibile contattare il contact center Inail al numero 06.6001, utilizzabile sia da rete fissa sia da rete mobile secondo il piano tariffario del proprio gestore telefonico.

Cratere sismico: agevolazioni settore turismo

Dal 5 febbraio 2019 potranno essere presentate le domande di agevolazione relative alle iniziative localizzate nei Comuni del Cratere sismico aquilano.

Per l’intervento sono disponibili 10 milioni di euro, assegnati dal CIPE nell’ambito del Programma di sviluppo “RESTART” dedicato al territorio colpito dagli eventi sismici nella zona dell’Aquila.

La misura si rivolge alle micro, piccole e medie imprese. I programmi di investimento agevolabili devono riguardare la creazione di nuove attività o l’ampliamento/riqualificazione di quelle esistenti e avere per oggetto la valorizzazione turistica del patrimonio naturale, storico e culturale, la creazione di micro-sistemi turistici integrati con accoglienza diffusa o la commercializzazione dell’offerta turistica attraverso progetti e servizi innovativi.

Le agevolazioni consistono in contributi a fondo perduto, nei limiti degli aiuti “de minimis”, pari al 70% delle spese ammissibili.

RESTART L’AQUILA è uno strumento agevolativo, istituito con decreto del Ministro dello sviluppo economico 5 aprile 2018 (pdf), rivolto alle imprese che intendono realizzare, nel territorio del cratere sismico aquilano, programmi di investimento finalizzati a rafforzare l’attrattività e l’offerta turistica del territorio, attraverso la valorizzazione del patrimonio naturale, storico e culturale a valere sulle risorse assegnate dalla delibera CIPE n. 49/2016 (pdf), pari a 10 milioni di euro.

A chi si rivolge

La misura agevolativa è rivolta alle PMI, in possesso dei requisiti previsti all’articolo 5 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 5 aprile 2018, costituite nelle forme di ditta individuale, società di persone, società di capitali, cooperative, consorzi e associazioni di imprese che svolgono regolarmente attività economica.

Possono presentare domanda di agevolazioni anche le persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa, purché l’impresa sia formalmente costituita entro 30 giorni dalla determinazione di ammissione alle agevolazioni.

Programmi ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento, finalizzati alla creazione di nuove imprese o all’ampliamento e/o riqualificazione di imprese esistenti che abbiano per oggetto:
la valorizzazione turistica del patrimonio naturale, storico e culturale;
la creazione di micro-sistemi turistici integrati con accoglienza diffusa;
la commercializzazione dell’offerta turistica attraverso progetti e servizi innovativi.

Cosa finanzia

Lo strumento agevolativo finanzia programmi di investimento, sostenuti successivamente alla data di presentazione della domanda e comunque entro 18 mesi dalla data della determinazione di concessione delle agevolazioni, compresi tra un minimo di euro 25.000,00 e un massimo di euro 1.000.000,00.

Voci di spesa ammissibili:

per gli investimenti: 

a) ristrutturazione di immobili entro il limite massimo del 50% del valore complessivo degli investimenti previsti, elevato al 70% per i programmi di investimento aventi ad oggetto lo svolgimento di attività di ricettività turistica;

b) attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti;

c) beni immateriali ad utilità pluriennale.

per la gestione:

a) materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, nonché altri costi inerenti al processo produttivo;

b) utenze e canoni di locazione per immobili;

c) oneri finanziari connessi all’avvio dell’attività agevolata;

d) prestazioni di servizi;

e) costo del lavoro, relativo all’incremento di personale connesso all’attività agevolata;

f) formazione specialistica dei soci e dei dipendenti del soggetto beneficiario, funzionale alla realizzazione dell’attività agevolata.

Le agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto nella misura del 70% delle spese ammissibili, considerando sia le spese per gli investimenti che di gestione relative all’avvio dell’attività.

Il contributo concesso sulle spese di gestione può arrivare fino a un massimo del 30% del contributo concesso in conto investimenti.

Come funziona

Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello. Con circolare direttoriale 20 novembre 2018, n. 351717 sono stati fissati i termini, le modalità e le condizioni per l’accesso e l’erogazione delle agevolazioni.

Le domande di agevolazione potranno essere presentate a partire dalle ore 12:00 del giorno 5 febbraio 2019.

Il Soggetto gestore dell’intervento è Invitalia S.p.a., alla quale sono affidati gli adempimenti tecnici e amministrativi riguardanti l’istruttoria delle domande, la concessione e l’erogazione delle agevolazioni e l’effettuazione di monitoraggi, ispezioni e controlli.

Le domande, firmate digitalmente, dovranno essere presentate esclusivamente per via elettronica, utilizzando la procedura informatica messa a disposizione sul sito www.invitalia.it, secondo le modalità e gli schemi indicati.

Invitalia S.p.a, procederà all’istruttoria delle domande secondo l’ordine cronologico di presentazione,sulla base di adeguati criteri di valutazione che saranno definiti in circolare.

Le agevolazioni sono concesse da Invitalia S.p.a. ed erogate sulla base della determinazione di concessione formalmente accettata dal soggetto beneficiario entro 30 giorni dal ricevimento.

L’erogazione del contributo concesso in conto investimenti può avvenire su richiesta del soggetto beneficiario mediante presentazione di titoli di spesa costituenti stati di avanzamento lavori di importo almeno pari al 30% dell’investimento complessivo ammesso, fatta salva la richiesta di erogazione del saldo delle agevolazioni, che può essere presentata per l’importo residuo ed è vincolata all’esito positivo del sopralluogo da parte di Invitalia S.p.a., finalizzato a verificare l’operatività dell’iniziativa finanziata e le spese rendicontate.

Il soggetto beneficiario può chiedere, successivamente all’accettazione della determinazione di concessione delle agevolazioni, un’anticipazione nella misura del 30% dell’ammontare dei contributi concessi in conto investimenti, previa presentazione di idonea fideiussione.

Esclusivamente per le spese di investimento, l’erogazione può avvenire secondo le modalità stabilite con la circolare del Direttore generale per gli incentivi alle imprese n. 23584 del 13 marzo 2017, sulla base di fatture di acquisto non quietanzate.

Fattura elettronica: il caso del rifornimento di carburante.

Con la presente si coglie l'occasione per riproporre all'attenzione della clientela gli obblighi in materia di fatturazione elettronica aventi ad oggetto il rifornimento di carburante presso distributori stradali.

Dal 1 gennaio 2019, a seguito della proroga di sei mesi (Confermata proroga fatturazione elettronica), è entrato in vigore l'obbligo generalizzato di fatturazione elettronica di tutte le operazioni di distribuzione carburante. A partire da tale termine, pertanto, non sarà più possibile redigere le schede carburanti ai fini tributari, ma sarà necessario ottenere dal fornitore di carburante la fattura elettronica. 

Al fine del corretto trattamento tributario sarà necessario:

- ottenere fattura elettronica, anche riepilogativa a fine mese, con indicazione della targa del veicolo utilizzato ai fini del rifornimento;

- pagare gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate ovvero bonifico bancario ed altre forme tracciate di pagamento.

Fatturazione Elettronica: imposta di bollo e sue applicazioni pratiche. Punto della situazione.

Per un maggiore approfondimento di seguito le principali linee guida da applicare in tutti i casi in cui è previsto l'apposizione del bollo sulla fattura elettronica. 

In base a quanto previsto dall’art. 6 della Tabella (allegato B) al Dpr 633/1972, l’imposta sul valore aggiunto e l’imposta di bollo sono tra loro alternative. Quando le fatture riguardano pagamenti di corrispettivi assoggettati ad Iva, gli stessi sono esenti dall’imposta di bollo.
Imposta di bollo va applicata nella misura di 2,00 euro esclusivamente alle fatture, sia cartacee che elettroniche, emesse senza addebito di Iva per un importo superiore a 77,47 euro.
Sono pertanto soggette alla marca da bollo tutte le fatture emesse sia in forma cartacea (per i soggetti esclusi dalla fatturazione elettronica) sia in forma elettronica aventi un importo complessivo superiore a € 77,47 non assoggettato da Iva, quali:
- le fatture fuori campo Iva, per mancanza del requisito oggettivo o soggettivo (artt.2, 3, 4 e 5, Dpr 633/72);
- le fatture fuori campo Iva ex artt. da 7-bis a 7-septies Dpr 633/72;
- le fatture non imponibili per cessioni ad esportatori abituali che emettono la dichiarazione d’intento (art.8, co.1, lett. c), Dpr 633/72);
- le fatture non imponibili, in quanto operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione (art.8-bis, d.P.R. n.633/72), quali cessioni di navi, aeromobili, apparati motori o componenti destinati a navi e aeromobili e prestazioni di servizi destinati a questi ultimi (Risoluzione 415755/73 e 311654/84);
. le fatture non imponibili per servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali (art.9 Dpr 633/72, ad eccezione delle fatture relative a servizi internazionali che siano diretti esclusivamente a realizzare l’esportazione di merci (Risoluzione 290586/78), che sono pertanto esenti da bollo;
- esenti (art.10 Dpr 633/72);
- escluse (art.15 Dpr.633/72);
- le fatture emesse dai contribuenti in regime dei minimi e forfettario.
Per quanto riguarda le fatture che presentano contemporaneamente importi assoggettati ad imposta sul valore aggiunto e importi non assoggettati, ai fini dell’imposta di bollo si deve considerare l’importo non assoggettato ad Iva. Se quest’ultimo è superiore a € 77,47 la marca da bollo va applicata.
Come stabilito incidentalmente dall’art. 1199 c.c., l’importo dell’imposta di bollo sui documenti contabili compete, di norma, a carico del debitore, anche se è prevista una responsabilità solidale di entrambe le parti, quindi, sia di chi emette sia di chi riceve la fattura senza la corretta applicazione del bollo.
Se il costo dell’imposta di bollo è posto a carico del cliente, l’importo di 2,00 euro deve essere indicato in fattura tra le operazioni escluse dall’ambito Iva in base all’art. 15 Dpr 633/1972.
In caso di omesso, insufficiente o irregolare versamento dell’imposta di bollo dovuta, si applica la sanzione amministrativa, per ogni fattura irregolare, di un importo da 1 a 5 volte l’imposta evasa (art. 25, d.P.R. n.642/72).

martedì 22 gennaio 2019

Fatturazione Elettronica e imposta di bollo

Con la presente si ricorda alla gentile clientela che in fase di emissione delle fatture elettroniche sarà necessario, attraverso l'apposita opzione sul software di compilazione, applicare l'imposta di bollo di 2,00 € qualora la fattura sia relativa a cessioni di beni o prestazioni di servizi:

- fuori campo iva, per l'assenza del presupposto di imposta soggettivo o oggettivo (artt. 2,3,4,5 DPR 633/1972) ovvero territoriale (art. 7 e seguenti DPR 633/1972);

- escluse da iva articolo 15 DPR 633/1972;

- esenti da iva articolo 10 DPR 633/1972;

- non imponibili per cessione assimilate all'esportazione, servizi internazionali, cessioni ad esportatori abituali.

A seguito dell'apposizione della marca sul modello di fattura elettronica l'Agenzia delle Entrate provvederà, con cadenza trimestrale, a comunicare l'importo da versare, importo corrispondente al numero di marche applicate nel trimestre di riferimento. Vi preghiamo, pertanto, di porre attenzione alla tipologia di operazioni descritte e contattare lo Studio in caso di qualsiasi dubbio.

venerdì 18 gennaio 2019

Rifinanziamento Nuova Sabatini

La Legge di Bilancio 2019, in vigore dal 1 gennaio, ha previsto – tra le altre misure a sostegno delle imprese – il rifinanziamento della Nuova Sabatini, la misura a favore delle micro, piccole e medie imprese che prevede l’erogazione di contributi da parte del Ministero dello Sviluppo Economico a copertura di parte degli interessi su finanziamenti, sia bancari che in leasing, finalizzati ad investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi i cd. investimenti “Industria 4.0.

Le risorse complessivamente stanziate ammontano a 480 milioni di euro, di cui una quota del 30% è riservata agli investimenti in tecnologie digitali (che beneficiano del contributo maggiorato del 3,575%).

In dettaglio, il provvedimento è stato prorogato al 31 dicembre 2019 e rifinanziato per 48 milioni di euro per l’anno in corso, a seguire 96 milioni per ogni anno dal 2020 al 2023 e poi altri 48 milioni per il 2024.